
Oggi era la scadenza per la consegna di un articolo che stavo scrivendo insieme ai nostri collaboratori di Berlino. Dopo aver lavorato sodo una settimana per scrivere l’articolo e sotto l’effetto di 48 ore senza dormire…
…Alle 18.00 mi chiamano per parlarmi delle modifiche da fare al testo (-6 ore alla scadenza). Alle 20.00 mi chiamano per dirmi delle modifiche da fare ai risultati (eh??!! -4 ore alla scadenza). Alle 20.30 si tirano indietro e non lo vogliono pubblicare ancora l’articolo. Alle 20.35 faccio training autogeno, perché l’alternativa sarebbe chiamarli e augurargli di andare presto a fare compagnia a Michael Jackson. Alle 20.45 li tolgo dalla lista degli autori e butto nel cestino del computer tutti i loro dati (che poi non per essere acida, ma, insomma, sono sicura che la comunità scientifica non ne risentirà). Alle 00.00 consegno per e-mail l’articolo (0 ore dalla scadenza, ma come si fa??!!!).

Buongiorno, buongiorno!! Questa volta ci ho messo un po’ di giorni prima di pubblicare una nuova ricetta…per cui mi faccio perdonare passando direttamente al dunque senza troppe parole ed introduzioni! Il piatto di oggi è una versione rivisitata di una pietanza greca moooooolto conosciuta, forse quella che rappresenta di più la cucina greca all’estero (penso che per un Greco ci siano altri piatti ben più rappresentativi di questo).
No, non vi preoccupate, non ho deciso di cambiare la “vocazione” del mio blog e farlo diventare un blog rockettaro (anche se lo è comunque, perché anche cucinare è rock;))

No, non mi posso certo lamentare. Qui abbiamo di tutto, più di quello che un dottorando potrebbe mai sognare: due cucine super-fornite ed un magazzino di bevande, dai succhi di frutta alle birre e spumanti. Una “social-room” con pianoforte, divano-letto, calcetto, mini-biliardo e videoproiettore per le nostre serate di “home-cinema”. Una piccola palestra. Perfino una Ferrari!!!
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