
Allora? Siete curiosi di sapere quale ricetta avevo mandato a Sigrid per il pic-nic dei lettori, che è stata accolta con tale entusiasmo da meritare il famoso grembiule?

Eccomi qui, da vera greca che si rispetti, a correre e sudare poche ore prima della scadenza del concorso “Inventa la ricetta (sezione Verdure Golose)” di Sandra da Un tocco di zenzero. In poche ore devo solo : decidere quale ricetta proporre, fare la spesa, cucinarla, fotografarla, postarla e mandarla a Sandra. Ma sai com’è…se non fai tutto all’ultimo momento, non c’è adrenalina. E se non c’è adrenalina…cosa cucini a fare? Non per giustificarmi, ma il motivo principale per cui mando la mia ricetta solo ora è che solo ora ho deciso di partecipare al concorso. Da subito quando l’ho letto, mi è sembrata una cosa molto carina, che mette la creatività e la fantasia in moto, ma, per qualche motivo ignoto pure a me, solo ora ho avuto il colpo di genio. La ricetta che ho preparato è un insieme di sapori greci molto tradizionali, proposti in una maniera diciamo “alternativa” (questo termine è uno dei più maltrattati degli ultimi anni, chiedo scusa, ma non mi veniva altro in mente..)
L’idea nasce due settimane fa all’aeroporto di Atene aspettando il volo di ritorno a Francoforte. Siamo abbastanza in anticipo, abbiamo già consegnato i nostri bagagli, per cui abbiamo tutto il tempo a disposizione per dare un’occhiata ai negozi e negozietti che spuntano in ogni angolo appena si entra nell’area riservata ai passeggeri.

L’altro ieri ho fatto delle compere su e-bay. Volevo comprare delle stecche di vaniglia e, visto che c’ero, ho comprato anche una confezione di sale nero delle Hawaii e una di sale affumicato danese. Il loro gusto non so ancora come sia, ma hanno un profumo che ti entra nelle narici e, mentre scende verso la gola, esplode in mille pezzi e ti riempie la testa (non so se ho reso chiaro il concetto…). Ora basta trovare o inventare delle ricette che possano giustificare questo shopping un po’ compulsivo…Idee, consigli e segnalazioni sono sempre benvenuti!! La vaniglia l’ho già usata per fare una crema di vaniglia, ma non una qualsiasi, una crema di vaniglia alla mastice di Chio! La ricetta nella prossima puntata:)

Allora diciamolo: a casa nostra non siamo propio l’esemplare della cucina macrobiotica. Si mangia un po’ di tutto, cercando sempre di tenere un giusto equilibrio tra salute e sapore, perchè va bene che anche la cucina salutare può essere saporita, però, dai, non raccontiamoci la storia dell’orso…ci sono delle cose zozzissime che sono da leccarsi le dita!! Su una cosa però non faccio sconti: le cose fatte in casa. Se una cosa si può fare in casa in tempi sperimentalmente realistici (si vede che sto facendo il dottorato in fisica??), allora io ci provo: burro, lievito naturale (su questo ci sto ancora lavorando…finora con risultati scarsi, allora se avete dei suggerimenti, vi aspetto numerosi!!), miele (scherzo!).
In giro per la rete si possono trovare tante ricette su come fare il dado in casa. Quella che preferisco io e che non manca mai da casa nostra é il dado di Petula, perchè non é ne troppo ne poco, ma ha quel giusto tocco di macrobiotico che lo rende diverso (e anche buonissimo ovviamente!). Ecco qui la mia versione:

Girovolando quà e là per i foodblogs, ho trovato questo concorso: 
Non vi preoccupate, non mi sono già montata la testa aspirando alla vincita con il mio nuovissimo blog! In questa occasione, il candidato vincitore non é il blog che partecipa al concorso, bensì il blog da cui é stata “rubata” la ricetta. Ed io ce l’avrei in mente un blog del quale ho “testato” tante ricette. Adattate ai miei gusti, certo, ma l’idea, l’ispirazione, la voglia di mettermi ai fornelli sono tutti suoi. Partecipo allora al concorso per “rendere omaggio ” ad uno dei miei blogs preferiti, il Cavoletto di Bruxelles. La ricetta originale si trova qui.
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