Visto che tra poco finisco il dottorato e sarò felicemente disoccupata, è arrivato il momento di pensare al mio futuro. Siccome rimanere nell’abito accademico mi fa venire i brividi e chiudermi in un laboratorio industriale mi fa venire gli incubi, dopo quell’ultimo viaggio in Alsazia, ho trovato la mia vocazione…Il piano è il seguente: a dicembre, per la prima volta nella nostra vita giocheremo al lotto e naturalmente vinceremo una somma sufficiente per comprare una casa in Alsazia. Lì, mi metterò a preparare marmellate di tutti i tipi ed andrò a venderle in giro per i mercati artigianali. Intanto, come brava manager di me stessa, parto già con l’allenamento e le prove;)

Signore e Signori, sono lieta di presentarvi il mio primo post sulla pasta!! Eh si…ho evitato a lungo, ci sono girata intorno, però mica potevo avere un blog semi-italiano senza la presenza del profumo di pasta!

Eccomi qui, da vera greca che si rispetti, a correre e sudare poche ore prima della scadenza del concorso “Inventa la ricetta (sezione Verdure Golose)” di Sandra da Un tocco di zenzero. In poche ore devo solo : decidere quale ricetta proporre, fare la spesa, cucinarla, fotografarla, postarla e mandarla a Sandra. Ma sai com’è…se non fai tutto all’ultimo momento, non c’è adrenalina. E se non c’è adrenalina…cosa cucini a fare? Non per giustificarmi, ma il motivo principale per cui mando la mia ricetta solo ora è che solo ora ho deciso di partecipare al concorso. Da subito quando l’ho letto, mi è sembrata una cosa molto carina, che mette la creatività e la fantasia in moto, ma, per qualche motivo ignoto pure a me, solo ora ho avuto il colpo di genio. La ricetta che ho preparato è un insieme di sapori greci molto tradizionali, proposti in una maniera diciamo “alternativa” (questo termine è uno dei più maltrattati degli ultimi anni, chiedo scusa, ma non mi veniva altro in mente..)
L’idea nasce due settimane fa all’aeroporto di Atene aspettando il volo di ritorno a Francoforte. Siamo abbastanza in anticipo, abbiamo già consegnato i nostri bagagli, per cui abbiamo tutto il tempo a disposizione per dare un’occhiata ai negozi e negozietti che spuntano in ogni angolo appena si entra nell’area riservata ai passeggeri.

Allora diciamolo: a casa nostra non siamo propio l’esemplare della cucina macrobiotica. Si mangia un po’ di tutto, cercando sempre di tenere un giusto equilibrio tra salute e sapore, perchè va bene che anche la cucina salutare può essere saporita, però, dai, non raccontiamoci la storia dell’orso…ci sono delle cose zozzissime che sono da leccarsi le dita!! Su una cosa però non faccio sconti: le cose fatte in casa. Se una cosa si può fare in casa in tempi sperimentalmente realistici (si vede che sto facendo il dottorato in fisica??), allora io ci provo: burro, lievito naturale (su questo ci sto ancora lavorando…finora con risultati scarsi, allora se avete dei suggerimenti, vi aspetto numerosi!!), miele (scherzo!).
In giro per la rete si possono trovare tante ricette su come fare il dado in casa. Quella che preferisco io e che non manca mai da casa nostra é il dado di Petula, perchè non é ne troppo ne poco, ma ha quel giusto tocco di macrobiotico che lo rende diverso (e anche buonissimo ovviamente!). Ecco qui la mia versione:

Less is more…oppure, come direbbe un’artista eccellente del 21simo secolo: Out is the new in…
Segue ricetta salva-vita*, perfetta per occasioni di emergenza, dato che non bisogna nemmeno andare al super-mercato: gli ingredienti ce li avete già da qualche parte nascosti in cucina: