Vi ricorda qualcosa questa foto? Guardate un po’ più a destra, più su, no no, un pochettino più giù, ecco! ecco! fermi, proprio lì! La raccolta Red hot chili peppers. Non sto barrando barando (grazie Cricri!) però riproponendo una ricetta già postata! Anche se questi buonissimi peperoni hanno avuto l’onore di figurare sulla prima pagina della raccolta dei peperoni, sono rimasti senza identità fino ad oggi, giorno memorabile nel quale si svela la ricetta-mistero!
Buongiorno a tutti!! Come avete capito dal titolo, oggi ricetta di involtini…giusto per cambiare:) Vi prometto però che questo sarà l’ultimo post di involtini per i prossimi…20 giorni (ce la farò, ce la farò, ce la farò…).

Aaaaahhhhhhh, finalmente stanotte ho dormito tranquilla. Perché dovete sapere che noi, personalità ossessive barra compulsive, se ci mettiamo qualcosa in testa non riusciamo a liberare lo spirito e la mente finchè non otteniamo il risultato desiderato.
Nel mio caso l’oggetto di desiderio era una ricetta con le tisane…La scelta è stata difficile, sono passata dalla bavarese di camomilla (no comments please!!) agli spiedini di pollo marinati in camomilla e miele. Alla fine, anche se ho tanto desiderato usare la camomilla, raccolta da mia mamma come ogni anno, mi sono arresa e ho preferito tentare la sorte con qualche altra tisana. Sfogliando il libro Super Natural Cooking di Heidi Swanson, ho trovato questo. Avete presente nei fumetti quando all’eroe viene un colpo di genio e si accendo tre mila lampadine? Ecco, mi sono sentita più o meno così. Ovviamente ho adattato la ricetta ai miei gusti, ho tolto l’aglio (troppo forte, avrebbe coperto il gusto del tè), ho usato un altro tipo di tè e ho preferito la ricotta al posto del tofu. Il risultato finale mi ha dato tanta tanta soddisfazione! Questi involtini sono facili e veloci da preparare ed il tè aromatizzato si sente giusto quel poco che basta per dare carattere a questa pietanza.

Allora? Siete curiosi di sapere quale ricetta avevo mandato a Sigrid per il pic-nic dei lettori, che è stata accolta con tale entusiasmo da meritare il famoso grembiule?

No, non mi posso certo lamentare. Qui abbiamo di tutto, più di quello che un dottorando potrebbe mai sognare: due cucine super-fornite ed un magazzino di bevande, dai succhi di frutta alle birre e spumanti. Una “social-room” con pianoforte, divano-letto, calcetto, mini-biliardo e videoproiettore per le nostre serate di “home-cinema”. Una piccola palestra. Perfino una Ferrari!!!

Goettingen é in Bassa Sassonia, che si trova nella Germania del Nord. Probabilmente però non siamo abbastanza al nord da poter trovare il pesce fresco. Cioè, per rendere il concetto chiaro: qui NON ci sono le pescherie. Vi rendete conto? Siamo a due ore da Amburgo, il porto più grande della Germania e compriamo il pesce surgelato, che ovviamente non viene da Amburgo, ma da posti esotici, tipo: il triangolo delle Bermude, le Isole Kerguelen ecc. Ogni volta che io e Herr D. andiamo al super-mercato, ci troviamo di fronte ad un dilemma: cerchiamo nel banco surgelati con la speranza di trovare qualche pesce proveniente dal Mediterraneo o da mari limitrofi arricchendo nello stesso momento le nostre conoscenze geografiche, oppure diamo un’occhiata al banco del pesce “fresco” che solo a guardarlo ti provoca una profonda sensazione di tristezza e a volte anche di altruismo: lo compreresti giusto per salvarlo dall’umiliazione di trovarsi immerso tra marinate unte e acquose. Tutto questo era una premessa per dire che, quando scrivo di ricette di pesce, c’è sempre la ferita aperta della mancanza del pesce fresco e per spronarvi a gioire del fatto che voi, quando andate a comprare il pesce, avete solo l’imbarazzo della scelta. Detto questo, ecco qui una ricetta perfetta per il dopo-primo-maggio se vi sono avanzati dei gamberetti in frigo.